Tensioni internazionali e crisi energetiche non stanno riducendo la domanda di Made in Italy. Per questo la richiesta di giovani, molto bene preparati a svolgere mansioni e ruoli specifici, continua ad aumentare. L’intelligenza artificiale si pone come complemento, e crea figure lavorative inedite che ampliano le richieste aziendali
Secondo l’indagine Future of Jobs Report 2025, pubblicata dal World Economic Forum a inizio 2025, da qui al 2030 le professioni più richieste saranno quelle che combinano abilità tecnologiche e pensiero creativo. L’Institute for the Future (Ifts) di Palo Alto in California dalla West Coast degli Stati Uniti si spinge a sentenziare che l’85% dei lavori che esisteranno nel 2030 non sono ancora stati inventati.
Restando al presente, fra i lavori in crescita segnalati dal report del World Economic Forum, ci sono:
- designer di esperienze immersive (creare ambienti virtuali e interattivi per il metaverso, la realtà aumentata e la realtà virtuale);
- creatori di contenuti digitali (sviluppare video, podcast, blog e contenuti per piattaforme social e streaming;
- esperti di storytelling interattivo (progettare narrazioni per videogiochi, esperienze digitali e contenuti multimediali);
- specialisti in design sostenibile (ideare prodotti e soluzioni ecologiche per ridurre l’impatto ambientale);
- artisti digitali e illustratori 3D (creano opere d’arte digitali, animazioni e modelli tridimensionali per vari settori);
- musicisti e compositori per media digitali (producono colonne sonore per videogiochi, film e contenuti online);
- esperti di branding e identità visiva (sviluppano strategie di comunicazione visiva per aziende e prodotti);
- progettisti di moda tecnologica (integrano materiali innovativi e tecnologie indossabili nel settore dell’abbigliamento);
- creatori di esperienze sensoriali (sviluppano ambienti multisensoriali per eventi, marketing e intrattenimento);
- innovatori dell’arte generativa (utilizzano AI e e algoritmi per creare opere artistiche uniche).
In generale, cultura e arte, grazie alle tecnologie stanno vivendo un rilancio, come conferma l’ultimo rapporto Io sono cultura 2024 – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi, di Unioncamere e Fondazione Symbola. La cultura, con un fatturato annuo di 104,3 miliardi di euro (+5,5% nel 2023 rispetto all’anno precedente e + 12,7% sul 2019), vanta 1.550.069 lavoratori attivi: +3,2% sul 2022, contro l’1,8% dell’intero mercato occupazionale. Numeri che triplicano se si aggiungono quelli del comparto professioni creative, che porta il valore di mercato complessivo annuo di arte e cultura a 296,9 miliardi di euro, pari al 15,8% dell’intera economia nazionale.