Gender gap STEM in Italia: poche ragazze scelgono queste lauree

Molti rispecchiano le lauree STEM nel termine “gender gap”, sottolineando che sono soprattutto le ragazze, in Italia, ad essere in minoranza in questo settore. Le ragazze sono il 32,2% dei nuovi iscritti STEM, in crescita solo dello 0,3% rispetto al quadriennio precedente. Tendenze dagli effetti negativi a catena perché, come spiega Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte, “la scarsa presenza femminile conduce altre ragazze a non sentirsi legittimate a intraprendere questi percorsi”. Con maggiori carenze proprio nelle discipline più richieste dalle aziende, come Ingegneria (32,2%) e la già citata ICT (20,6%).

Tra tanti dati in negativo, ne spicca però uno positivo: almeno in Scienze naturali, Statistica e Matematica le ragazze hanno colmato il “gender gap”, con il 50,6% di presenza femminile nelle iscrizioni. La percezione radicata che alimenta l’auto-esclusione non viene tanto dal confronto tra coetanei: ben il 51%, indica l’indagine Deloitte, è sconsigliato dalla propria stessa famiglia. Una dinamica che pesa molto proprio tra il genere femminile, dove riguarda 7 ragazze su 10.

Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, Anagrafe Nazionale Studenti 2023, le donne rappresentano circa il 39 per cento degli immatricolati nelle discipline STEM. Non si tratta di una questione di capacità, ma di orientamento, di vieti stereotipi e accesso alle opportunità. Fortunatamente le cose stanno migliorando. Oggi le università, i fondi e le imprese lanciano spesso iniziative, bandi e premi per colmare questo gap.

Non perderti le ultime novità da Campus Magazine