Un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Fondazione Conad ETS, su oltre 7.600 studenti delle scuole superiori, disegna il ritratto di una generazione che guarda avanti con fiducia, ma convive con ansie, insicurezze e un forte bisogno di ascolto
Una generazione che sogna, che crede nel futuro e che desidera trovare il proprio posto nella società. Ma anche una generazione attraversata da fragilità emotive, dubbi e preoccupazioni. È il ritratto che emerge dalla recente indagine “La parola ai giovani”, realizzata da Ipsos Doxa per Fondazione Conad ETS nell’ambito del Progetto Scuola, che ha coinvolto 7.645 studenti delle scuole superiori italiane durante l’anno scolastico 2025-2026.
I dati restituiscono l’immagine di adolescenti capaci di guardare avanti con speranza. Il 70% degli intervistati afferma infatti di avere un sogno da realizzare e quasi sei ragazzi su dieci credono nelle proprie possibilità di raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati. Tuttavia, dietro questa spinta verso il futuro emergono alcune fragilità: soltanto il 38% possiede una piena visione positiva di sé e appena il 30% riconosce di avere un talento da mettere al servizio della comunità. Una distanza che evidenzia quanto il desiderio di realizzazione personale conviva spesso con difficoltà legate all’autostima e alla consapevolezza delle proprie capacità.
Questa ambivalenza emerge con forza anche quando si parla di benessere emotivo. Se da un lato l’82% degli studenti dichiara di sentirsi felice, dall’altro solo il 43% si definisce “molto” o “estremamente” felice. Inoltre, quando viene chiesto di valutare la felicità dei propri coetanei, la percentuale scende al 69%, segnalando una percezione diffusa di disagio tra i giovani. La felicità resta l’emozione positiva più presente, indicata dal 67% degli intervistati, ma l’ansia accompagna la quotidianità di ben il 61% dei giovani intervistati. Gli eventi e le risposte dei ragazzi hanno toccato temi che spaziano dalla sostenibilità ambientale ai diritti umani, dal bullismo al benessere psico-sociale delle nuove generazioni. L’indagine si è posta l’obiettivo di restituire il punto di vista degli adolescenti sul loro rapporto con il presente, con loro stessi e il mondo che li circonda. Ne emerge il ritratto di una generazione complessa e articolata, che accanto a fragilità e insicurezze mostra anche un grande desiderio di partecipazione, attenzione ai temi collettivi e un forte bisogno di relazioni autentiche.
Di fronte alle difficoltà, il primo punto di riferimento restano gli amici: il 54% si rivolge ai propri coetanei per chiedere aiuto o confrontarsi. Seguono i genitori, indicati dal 41% degli studenti. Tra le novità più significative emerge anche il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, alla quale si affida l’11% dei giovani nei momenti di incertezza o bisogno di supporto.
L’indagine dedica ampio spazio anche al rapporto con le grandi questioni sociali e ambientali. Sul fronte della sostenibilità, nove studenti su dieci si considerano rispettosi dell’ambiente, anche se soltanto il 19% partecipa concretamente a iniziative contro il cambiamento climatico. I green influencer vengono giudicati utili dal 46% degli intervistati, mentre le Comunità Energetiche Rinnovabili raccolgono un consenso molto ampio, pari al 78%.
Forte è anche la sensibilità verso i temi dell’inclusione e dei diritti. Il 68% dei giovani ritiene che in Italia non tutti godano delle stesse opportunità e degli stessi diritti. Secondo gli studenti, le categorie maggiormente esposte a discriminazione sono gli immigrati, le persone LGBT, le donne e le persone con disabilità. Nonostante questa consapevolezza, la partecipazione attiva alla protesta sociale rimane limitata: sei ragazzi su dieci non hanno mai preso parte a una manifestazione. Chi sceglie di partecipare lo fa soprattutto per denunciare i conflitti in corso, sostenere la causa palestinese, difendere il diritto allo studio, promuovere i diritti delle donne o richiamare l’attenzione sulle questioni ambientali.
Tra i fenomeni che continuano a preoccupare il mondo giovanile figura il bullismo. Quasi uno studente su due dichiara di aver assistito ad episodi di prevaricazione. Il 27% è intervenuto in difesa della vittima, mentre il 14% avrebbe voluto farlo senza riuscirci. Significativo il dato relativo alla responsabilità degli spettatori: l’85% ritiene che anche chi assiste senza intervenire abbia un ruolo importante nel contrastare il fenomeno. Inoltre, quasi la metà degli studenti considera particolarmente efficaci i percorsi di mediazione e responsabilizzazione, dimostrando una crescente attenzione verso approcci educativi che vadano oltre la sola punizione.
La scuola continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale nel percorso di crescita. Il 71% degli studenti afferma che nel proprio istituto esistono spazi dedicati all’ascolto e al supporto, anche se soltanto il 7% dichiara di utilizzarli. Parallelamente, il digitale si conferma una presenza centrale nella vita quotidiana dei giovani: l’86% lo considera uno strumento utile per mantenere relazioni e connessioni. Tuttavia, l’uso intensivo della rete porta con sé anche alcune criticità. Il 47% degli intervistati afferma di sentirsi triste dopo aver trascorso molto tempo online, mentre il 38% prova un senso di inadeguatezza confrontandosi con gli altri attraverso i social e le piattaforme digitali.
“I ragazzi mostrano sensibilità, desiderio di partecipazione, attenzione ai temi collettivi e volontà di costruire il proprio futuro, ma allo stesso tempo raccontano fragilità profonde, percezione di forti pressioni sociali e relazionali e bisogno di essere ascoltati davvero da ‘adulti significativi”, ha commentato l’indagine Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS. “Come Fondazione rispondiamo a questo bisogno offrendo gratuitamente a centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi giornate di ascolto e confronto su tematiche sociali che li toccano direttamente”.
Nel complesso, la ricerca evidenzia la necessità di rafforzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni e territorio, creando contesti capaci di sostenere i giovani nelle sfide quotidiane e di valorizzarne le potenzialità. Come sottolinea Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Doxa, «questa ricerca rappresenta un osservatorio importante non solo sul mondo giovanile, ma più in generale sui cambiamenti culturali e sociali che stanno attraversando il nostro Paese».
“Ascoltare i più giovani, coglierne la lettura del presente, è un esercizio fondamentale perché aiuta a immaginare il futuro possibile della nostra società”, ha affermato Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano. “Anche per via delle nuove tecnologie, il divario tra le generazioni dei genitori e quelle dei figli rischia di allargarsi più velocemente che in passato e per questo noi adulti, i soggetti istituzionali e i grandi player pubblici e privati, siamo chiamati a grandi responsabilità e attenzioni”.
La voce degli adolescenti italiani racconta dunque una generazione ricca di sensibilità, aspirazioni e consapevolezza sociale. Una generazione che continua a credere nel futuro, ma che chiede agli adulti, alle istituzioni e alla società nel suo complesso maggiore ascolto, supporto e opportunità per trasformare i propri sogni in realtà.