Si chiama “Laboratorio di Intelligenza Culturale” ed è un corso pensato per gli insegnanti, i dirigenti scolastici, gli operatori culturali e i collaboratori delle istituzioni educative sul rapporto tra didattica e Intelligenza Artificiale, con lo scopo di fornire orientamenti per una strategia di adozione dell’IA nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti. Il corso apre di fatto la DiCultHer Academy.
Il MOOC (Massive open online course), disponibile sulla piattaforma Moodle in cinque moduli, è completamente gratuito, permanente e accessibile su tutto il territorio europeo. Si tratta di un percorso di alta formazione, pensato con la scuola e per la scuola, finalizzato a sostenere docenti e comunità educanti nella riflessione e nella pratica educativa sui temi del patrimonio culturale, della co-creazione, dell’interazione consapevole con l’Intelligenza Artificiale e dello sviluppo di un’intelligenza culturale collettiva. Già più di 200 gli iscritti tra docenti e operatori culturali. Il corso nasce per rendere l’IA uno strumento di bene comune, inclusivo e accessibile, capace di restituire alla scuola il ruolo di soggetto attivo e generativo di conoscenza. “Non si tratta di imparare a usare strumenti software”, dice Carmine Marinucci, presidente dell’associazione DiCultHer, “ma di promuovere un Umanesimo digitale fondato su etica, responsabilità e titolarità culturale”. L’IA, quindi, non solo come oggetto di apprendimento, ma come luogo in cui si esercita cittadinanza culturale. “L’iniziativa nasce dalla convinzione che docenti e scuole rappresentino un presidio essenziale di responsabilità culturale e una vera speranza di futuro, soprattutto in una fase di profonda trasformazione digitale”, prosegue Marinucci. L’iniziativa s’inserisce nel filone di pensiero che immagina come la scuola debba sviluppare una forma di AI literacy, critica ed etica al contempo: quali sono le implicazioni culturali e sociali delle nuove tecnologie generative? Come possono diventare strumenti di cittadinanza attiva? “Il percorso mira a formare costruttori di un manifesto e innovatori capaci di umanizzare le tecnologie mettendo la dignità umana al primo posto”, ha detto, nel corso della presentazione, Silvia Mazzeo, responsabile della DiCultHer Academy. Al progetto ha lavorato anche Giovanni Piscolla, Direttore DiCultHer.
A supporto del percorso formativo, che si conclude con un attestato di partecipazione, è stato inoltre recentemente pubblicato anche un volume di riferimento che raccoglie contributi di studiosi, dirigenti e rappresentanti istituzionali sui temi dell’Intelligenza Artificiale, dell’educazione e della cultura. Nel quale si legge:
Nel contesto di grandi trasformazioni globali, segnate dall’accelerazione tecnologica e dall’intensificarsi delle disuguaglianze educative, crediamo che l’adozione dell’IA debba passare attraverso una strategia educativa fondata su tre principi fondamentali:
- coltivare: preparare il terreno della consapevolezza, della lentezza riflessiva, del pensiero critico.
- educare: integrare l’IA nei processi formativi come alleata della didattica, senza scorciatoie né determinismi tecnologici.
- umanizzare: mettere al centro la persona, la relazione, l’etica. L’IA può essere strumento di cura, mai sostituto del legame umano
A conclusione del Mooc i docenti parteciperanno, con la propria classe, al contest di #HackCultura producendo un oggetto digitale (video, podcast, ae-Book) offrendo sulla piattaforma una narrazione del percorso didattico svolto.
Le iscrizioni al Laboratorio di Intelligenza Culturale sono aperte, basta cliccare su https://www.diculther.it/modulo-per-richiedere-liscrizione-alla-diculther-academy/