Più di 200 imprese per circa 21.800 addetti, che generano circa 6,3 miliardi di fatturato annuo e un export dal valore di circa 1 miliardo, pari a quasi un quarto dell’export nazionale di settore. Una presenza industriale storica a cui bisogna aggiungere quattro università e due centri di ricerca con specializzazioni nel settore. Tutto questo è Lombardia Aerospace Cluster, l’associazione nata nel 2009 dall’iniziativa di otto imprese del settore e da Confindustria Varese. Un settore, quello aerospaziale che è sempre alla ricerca di talenti, di professionalità con competenze specifiche in area STEM e che ,nei prossimi anni, offrirà numerose opportunità professionali. Proprio per far scoprire ai giovani tutte le possibilità offerte dal settore Aerospazio, il Cluster ha in programma per il 27 marzo, in collaborazione con Regione Lombardia, un evento, rivolto agli studenti (qui la notizia). Obiettivo: mostrare le opportunità offerte dal settore aerospaziale, un comparto strategico, ad alto contenuto tecnologico e innovativo, che richiede competenze STEM sempre più qualificate e trasversali. Campus ne ha parlato con Paolo Cerabolini, presidente di Lombardia Aerospace Cluster, che ha confermato come l’aerospazio sia un comparto in crescita e dove le opportunità di trovare lavoro siano tante. Non soltanto per gli ingegneri.
Quali sono le professionalità più richieste nel settore aerospaziale? C’è posto soltanto per gli ingegneri, come si tende a immaginare, o ci sono altre figure centrali che concorrono al comparto?
No, non c’è posto soltanto per gli ingegneri. L’aerospazio è una filiera industriale complessa che coinvolge molte professionalità diverse. Accanto agli ingegneri, siano essi per esempio aerospaziali, meccanici, elettronici o informatici, sono fondamentali tecnici di produzione, specialisti della qualità, esperti di supply chain, project manager, figure HR, professionisti della finanza e dell’innovazione. Le competenze richieste sono sempre più STEM, ma anche trasversali: capacità digitali, lavoro interdisciplinare, gestione di progetti complessi, problem solving e adattabilità.
Molti giovani vedono lo spazio e l’aeronautica come settori affascinanti ma difficilmente raggiungibili. Come si può avvicinare di più la nuova generazione a queste carriere?
Si può ridurre questa distanza mostrando per esempio che l’aerospazio non è un mondo astratto, ma una filiera industriale reale, facendo incontrare gli studenti con professionisti, manager e tecnici del settore, collegando in modo chiaro i percorsi di studio alle professioni concrete. Iniziative di orientamento, incontri con le imprese e testimonianze dirette aiutano i giovani a capire che dietro un satellite, un elicottero o un sistema avionico ci sono persone, competenze e carriere possibili. Trasformare il fascino per l’aerospazio in orientamento concreto è la leva più efficace per avvicinare le nuove generazioni.
E guardando ai prossimi dieci anni, quali professioni diventeranno centrali?
Nei prossimi anni diventeranno sempre più centrali le figure che si collocano all’incrocio tra aerospazio, tecnologie digitali e nuovi modelli di business. Tra queste posso citare: ingegneri di sistemi, software e avionica, specialisti di dati e Intelligenza Artificiale, esperti di telecomunicazioni satellitari e osservazione della Terra, professionisti della cybersecurity e dei materiali avanzati, project manager per programmi complessi e figure capaci di trasformare la tecnologia in servizi. Parallelamente crescerà anche la domanda di tecnici altamente qualificati formati attraverso percorsi professionalizzanti e ITS.
In che cosa consiste l’evento del 27 marzo che Lombardia Aerospace Cluster ha organizzato? A chi è rivolto?
L’evento “Aerospazio e STEM: un’opportunità per i giovani nel futuro” è un appuntamento dedicato all’orientamento delle nuove generazioni verso le professioni dell’aerospazio. Si tratta di un incontro pensato per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, in particolare delle classi terze, quarte e quinte. L’iniziativa prevede interventi di manager, ingegneri e professionisti del settore che raccontano le proprie esperienze e illustrano le opportunità offerte dal comparto. L’obiettivo è offrire ai giovani una visione concreta del settore e dei percorsi di studio che possono portare a queste carriere.
Quali sono le prospettive occupazionali della space economy in termini di numeri? In Lombardia quali sono le punte di eccellenza in campo industriale?
La Lombardia rappresenta uno dei principali poli aerospaziali europei, con un ecosistema industriale composto da centinaia di imprese e migliaia di addetti. Il settore genera un valore economico significativo e una quota rilevante dell’export nazionale: nel 2024 si parlava di 6,3 miliardi di euro di fatturato annuo e un export dal valore di circa 1 miliardo, pari a circa un quarto dell’export nazionale di settore. La Regione esprime eccellenze lungo tutta la filiera: produzione aeronautica, sistemi avionici, componentistica avanzata, propulsione, materiali innovativi e tecnologie spaziali. Accanto alle imprese, operano Università e Centri di Ricerca che contribuiscono allo sviluppo tecnologico e alla formazione di nuove competenze.
In Italia, in misura maggiore rispetto ad altri Paesi, il dato di chi si iscrive a un corso di laurea STEM è ancora molto basso, soprattutto per quanto riguarda le ragazze. Com’è il panorama lavorativo rispetto a questo divario di genere?
Il divario di genere nelle discipline STEM nasce già nei percorsi formativi e inevitabilmente si riflette anche nel mondo del lavoro. Tuttavia, il settore aerospaziale ha sempre più bisogno di competenze e sta lavorando per rendere queste carriere più accessibili e attrattive anche per le ragazze. Iniziative di orientamento, modelli femminili di riferimento e programmi di mentoring possono contribuire a ridurre gli stereotipi e ad ampliare la partecipazione femminile nelle professioni scientifiche e tecnologiche.
La vostra associazione in che modo si rapporta con il mondo della formazione per avvicinare maggiormente i percorsi di studio alla richiesta di professionalità?
Il rapporto con il mondo della formazione è fondamentale. Tra i soci del Lombardia Aerospace Cluster ci sono anche quattro Università e due Centri di Ricerca, con i quali nel corso degli anni abbiamo avuto modo di collaborare e stringere accordi al fine di creare percorsi di orientamento, iniziative formative e occasioni di incontro tra studenti e imprese. L’obiettivo è da sempre uno: costruire un ponte tra sistema educativo e sistema produttivo, così da rendere i percorsi di studio più coerenti con le competenze richieste dal settore.
Quali cambiamenti servirebbero nei percorsi formativi per preparare davvero i giovani a queste professioni?
Servono percorsi più integrati tra teoria e applicazione. È importante rafforzare l’orientamento già durante le scuole superiori, promuovere laboratori, project work e collaborazioni con le imprese e valorizzare anche i percorsi tecnici e professionalizzanti. Oltre alle competenze scientifiche, diventano fondamentali anche quelle digitali e trasversali, come la capacità di lavorare in team e di affrontare problemi complessi.
L’aerospazio può diventare uno strumento per trattenere talenti in Italia?
Certamente, l’aerospazio è uno dei settori più avanzati dal punto di vista tecnologico e rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare competenze altamente qualificate nel nostro Paese. Un ecosistema che unisce imprese, Università e Centri di Ricerca può offrire ai giovani prospettive di carriera stimolanti, alternative e complementari alle opportunità che si possono trovare fuori dai confini nazionali.
In definitiva, quale messaggio darebbe a un giovane interessato a intraprendere un percorso di studi che lo porterà a lavorare nell’aerospazio?
Direi di non pensare all’aerospazio come a un sogno lontano, ma come a un settore concreto, fatto di imprese, tecnologie e persone. Servono impegno, curiosità e una solida preparazione, ma le opportunità sono molte e riguardano competenze diverse. L’aerospazio è un ambito in cui innovazione, ricerca e industria si incontrano: per chi ha passione per la scienza e la tecnologia, può essere un percorso professionale straordinariamente stimolante.
Le scuole interessate a prendere parte all’evento del 27marzo con i propri alunni possono contattare il Lombardia Aerospace Cluster all’indirizzo email info@aerospacelombardia.it.
