Il futuro è di chi ha competenze, non (solo) tecnologia

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIDISEGNA PROFESSIONI E PERCORSI FORMATIVI,
MA PENSIERO CRITICO, CREATIVITÀ E CAPACITÀ DI ADATTAMENTO
DIVENTANO SEMPRE PIÙ DECISIVI

Alessandra Ricciardi: L’intelligenza artificiale corre più veloce della scuola e dell’università. Mentre il mercato del lavoro cambia, nascono nuove professioni e altre si preparano a trasformarsi radicalmente, per i giovani scegliere che cosa studiare diventa un esercizio sempre più complesso.

Eppure, proprio la tecnologia che alimenta questa incertezza può aprire opportunità fino a pochi anni fa impensabili. A fare la differenza non saranno soltanto le competenze digitali, ma la capacità di integrarle con pensiero critico, creatività e attitudine al cambiamento.

È quanto emerge anche da Look4ward, l’Osservatorio permanente sviluppato da Intesa Sanpaolo con l’Università Luiss, che analizza l’evoluzione dei fabbisogni professionali attraverso il confronto con oltre 1.500 aziende.

Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, illustra quali competenze saranno decisive nei prossimi anni e come il sistema formativo possa preparare le nuove generazioni a un mondo del lavoro in continua evoluzione.

Domanda. Le nuove tecnologie stanno cambiando rapidamente il lavoro. Per un giovane che oggi deve decidere cosa studiare e che professione intraprendere, è più difficile scegliere o ci sono, al contrario, più opportunità rispetto al passato?

Risposta. Oggi scegliere il proprio percorso di studi e professionale è più complesso, ma ci sono anche molte opportunità. Le trasformazioni guidate dall’intelligenza artificiale e dalle economie emergenti stanno creando nuove professioni.

Con l’Università Luiss di Roma abbiamo sviluppato l’Osservatorio permanente Look4ward, che mette a disposizione di imprese, istituzioni e giovani un monitoraggio continuo sull’evoluzione delle competenze e dei principali fenomeni che stanno trasformando il mercato del lavoro.

L’obiettivo è contribuire a individuare i nuovi fabbisogni professionali e favorire una collaborazione sempre più stretta tra mondo dell’education e sistema produttivo.

D. Si parla molto di competenze tecniche, ma sempre più spesso le aziende cercano persone capaci di adattarsi, collaborare, pensare in modo critico e imparare continuamente. Le competenze trasversali stanno diventando più importanti delle competenze specialistiche?

R. Le competenze tecniche sono indispensabili e lo saranno sempre di più, ma da sole non bastano. Le professioni del futuro saranno caratterizzate da una fusione tra conoscenze tecniche verticali e competenze trasversali e relazionali.

Le nostre ricerche mostrano che le aziende cercano persone capaci di adattarsi al cambiamento, comprendere contesti sempre più complessi e aggiornare costantemente le proprie competenze.

D. Dagli Osservatori avviati quali sono le competenze che stanno emergendo con maggiore forza? E quali professioni o profili sono a maggiore rischio nei prossimi anni?

R. Con Look4ward analizziamo l’evoluzione dei fabbisogni professionali attraverso il confronto con oltre 1.500 aziende. Emergono con forza le competenze legate all’intelligenza artificiale e alla trasformazione digitale, insieme alle competenze trasversali, come ad esempio il pensiero critico, la creatività, la responsabilità sociale, l’etica, la capacità di leggere i contesti, la sensibilità relazionale e la visione sistemica, che diventano chiave per governare i cambiamenti in corso.

Nelle professioni del futuro, le attività più ripetitive e standardizzate saranno sempre più automatizzate, mentre crescerà il valore delle persone capaci di integrare competenze umane, tecniche e tecnologiche, in una collaborazione virtuosa tra esseri umani e sistemi intelligenti.

D. Quali sono i grandi trend che stanno trasformando il mondo del lavoro e quale sarà, secondo lei, quello destinato ad avere l’impatto maggiore?

R. Attraverso i nostri Osservatori studiamo alcuni dei principali trend che stanno ridefinendo economia e società: intelligenza artificiale, blue economy, life sciences, space economy, per citarne alcuni.

Tutti stanno generando nuovi fabbisogni di competenze e nuove opportunità occupazionali, oltre a rappresentare industry distintive per il nostro Paese.

L’intelligenza artificiale avrà probabilmente l’impatto più trasversale. La sfida consiste nel mettere l’innovazione al servizio delle persone e della crescita.

In un contesto in rapida evoluzione, continueranno a fare la differenza la capacità di interpretare i cambiamenti, prendere decisioni, avere spirito critico e costruire relazioni.

D. Il sistema formativo riesce a stare al passo con una trasformazione così veloce? Università e imprese devono cambiare il modo in cui collaborano per preparare meglio i giovani al lavoro che li aspetta?

R. L’intelligenza artificiale sta evolvendo a una velocità molto superiore rispetto alla capacità dei sistemi educativi e formativi di accompagnarne la diffusione.

La vera sfida riguarda l’adozione della tecnologia, l’evoluzione delle competenze e la capacità delle persone di comprendere, governare e utilizzare consapevolmente queste nuove tecnologie.

Università, scuole, imprese e istituzioni devono lavorare insieme per costruire un ecosistema a supporto dell’Education, capace di accompagnare il cambiamento.

Intesa Sanpaolo ha avviato il programma Build Your Future, che in pochi anni ci ha permesso di incontrare 45.000 studenti per aiutarli a comprendere i grandi trend che stanno trasformando l’economia e le competenze più richieste nei prossimi anni.

D. In un contesto in cui tecnologie e competenze cambiano rapidamente, quanto è strategico per una banca come Intesa Sanpaolo investire nel capitale umano? E cosa significa oggi, concretamente, “investire nelle persone”?

R. Per Intesa Sanpaolo investire nelle persone significa contribuire alla crescita e alla competitività del Paese. Significa sostenere istruzione, ricerca applicata, innovazione e sviluppo delle competenze, creando connessioni sempre più forti tra sistema educativo, imprese e territori.

La preparazione delle nuove generazioni è una responsabilità condivisa che richiede collaborazioni virtuose tra scuola, università e mondo del lavoro.

Per questo promuoviamo iniziative che favoriscano lo sviluppo di nuove competenze, il sostegno alla ricerca, il merito, l’inclusione educativa, l’internazionalizzazione degli atenei e l’attrazione di talenti.

Preparare i giovani ad affrontare un contesto in continua evoluzione significa rafforzare la capacità di innovazione del Paese e creare le condizioni per una crescita sostenibile e duratura.

 

Articolo di Alessandra Ricciardi

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