EDUCAZIONE CIVICA

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

A cura del Prof. Mario Zanchetti – Diritto Penale Università LIUC

Tema di questa videolezione saranno i diritti fondamentali dell’uomo. I diritti sono fragili e fondamentali allo stesso tempo. Sono stati creati dall’uomo ed esistono solo nel momento in cui vengono rispettati e tutelati.


LIUC l’Università delle imprese per le imprese.

É l’unica Università italiana voluta, fondata e gestita da un’Associazione di imprese è espressione di una strategica sinergia fra il mondo accademico e quello aziendale numerosi momenti di incontro con rappresentanti di imprese e studi professionali.

LIUC

GUIDA PRATICA AI LAVORI CREATIVI DEL NUOVO DECENNIO

C’è il guardiano del faro in un’isola deserta, il tester di mobili che si siede e si sdraia su divani letti e poltrone per valutarne la comodità. C’è il consulente di psicologia felina e addirittura il coccolatore di panda: insomma, a dare uno sguardo ai lavori più eccentrici del mondo, c’è da sbizzarrirsi. Ma per quanto possiamo sognare quanto sarebbe bello essere un dormitore professionista, magari mentre siamo immersi nello studio per un’interrogazione di storia che ci aspetta l’indomani, un attimo dopo l’interrogazione che tanto ci preoccupava torniamo ad essere persone creative, curiose e desiderose di trovare la nostra strada.

E in questo senso il mondo che ci circonda ci fornisce spunti quasi ogni giorno: nuovi lavori, sempre più innovativi e creativi, nascono in così poco tempo che spesso quello che ci viene da pensare è: “Hanno già inventato tutto”. Un’affermazione che in realtà viene immancabilmente smentita dall’invenzione successiva che ci riempie di ottimismo e ci porta a pensare che nel mondo ci sia il lavoro perfetto per noi, qualunque sia la nostra formazione e la nostra attitudine. Certo, forse non troveremo il lavoro dei sogni in un classico studio di avvocati o in una redazione giornalistica, ma ecco alcuni mestieri creativi che nascono dai più tradizionali degli impieghi e che si sono evoluti insieme ai cambiamenti della società.

L’agricoltore verticale

Un tempo le persone possedevano grandi appezzamenti terrieri e facevano i contadini per lavoro. Oggi non è più così, ma la volontà di avere frutta e verdura di qualità senza sfruttare l’ambiente ha portato alla nascita di un nuovo lavoro, quello dell’agricoltore verticale. Le fattorie urbane verticali sono i luoghi in cui è possibile produrre cibi da coltivazioni idroponiche (cioè il soluzione acquose anziché nel terreno)  all’interno di edifici a più piani. Queste strutture hanno il doppio vantaggio di aumentare in modo significativo i raccolti e di ridurre il degrado ambientale. Per gestire queste fattorie verticali ci sarà bisogno di agricoltori specializzati in possesso di competenze scientifiche, ingegneristiche e commerciali.

Il consulente filosofico per aziende

Gli invidiosi diranno: “La filosofia non serve a nulla”. Niente di più sbagliato. Oltre a sviluppare grandi doti di problem solver e di intelligenza laterale, i filosofi oggi non camminano per le strade isolate con una schiera di allievi parlando dell’iperuranio, ma hanno i piedi ben saldati a terra e alle 9 timbrano il cartellino. È questo il lavoro del consulente filosofico, anche detto filosofo “pratico” o “imprenditoriale”. Si tratta di figure che, in un’azienda, hanno il compito di aiutare dipendenti e capi in difficoltà. Come? Come fanno i filosofi, facendo domande, meglio se scomode, a quelle persone che, di per sé, non avevano neanche il tempo di pensare a cosa mangiare per il pranzo. Così, con il loro lavoro, giorno dopo giorno, cambia anche lo scopo finale: i filosofi pratici al posto del profitto a breve termine cercano di far realizzare alle aziende un valore sostenibile e a lungo termine.

L’inventore digitale

L’inventore digitale è una persona che sposta il suo business interamente sul web. Dunque innova, ma di rado lo fa ex novo. Basti pensare all’idea da poco lanciata sul mercato che hanno avuto alcuni giovani ragazzi. Dopo aver creato un servizio di delivery, hanno deciso di aprire un supermercato completamente online. Vale a dire che non esiste un posto fisico dove tu puoi andare a fare spesa, ma tutti i prodotti sono disponibili con un click e consegnati direttamente a casa tua. Molte piattaforme lo facevano già, ma nessuna di loro faceva solo questo. Invenzione, dunque? Diremmo piuttosto grande spirito di osservazione!

L’albergatore 2.0

Avete mai pensato a quanto poco usufruiamo dei servizi degli hotel come spa, palestra ecc? Beh, qualcuno ci ha pensato e ha deciso di sfruttare gli hotel non solo di notte, ma anche di giorno. Non fatevi strane idee: gli alberghi diurni sono pensati per tutte quelle persone che devono passare poche ore in una città che non è la loro e non sanno dove andare. O per quelle che devono restare nella propria città magari ad agosto ma hanno voglia di prendersi un piccolo break, qualche ora di relax. Gli hotel diurni offrono tariffe a prezzi scontatissimi proprio per far utilizzare quei servizi che, altrimenti, rimarrebbero perlopiù invenduti. E poi si ricomincia con il turno di notte.

L’host del futuro

È incredibile come a volte idee bellissime possano saltar fuori in un momento di crisi. Se c’è una cosa che il Coronavirus ha insegnato a una startupper romana di nome Roberta, è quella di non perdersi d’animo e non avere paura del cambiamento. Roberta era un’intermediaria tra turisti e proprietari di appartamenti: si occupava di pulire le case e fare accoglienza agli ospiti, prendendo una percentuale sulle prenotazioni. Con l’emergenza sanitaria, però, il turismo si è azzerato e Roberta è rimasta nel giro di poco tempo senza lavoro. E allora si è reinventata. Ha rivalutato gli spazi delle case vacanza e li ha trasformati in zone per lo smart working con tutte le comodità del caso: wi-fi, sedie ergonomiche e pure una personal assistant. Nascono così gli uffici diffusi.

Virtual assistant

Nei prossimi anni l’e-commerce diventerà il principale canale di vendita e molti brand stanno già ripensando a come modulare il rapporto con il cliente online. Per questo, la virtual assistant diventerà un lavoro fondamentale. D&G ci sta già pensando e sta sperimentando una nuova idea per vendere vestiti online: è il format delle video boutique, cioè tutorial spediti ai clienti su piattaforme wechat in cui i commessi raccontano ad uno a uno i “pezzi” a disposizione nello store. Il cliente sceglie l’abito online e poi lo riceve a casa.

Dream manager

Un po’ life coach un po’ consulente finanziario, il dream manager è quella persona che aiuta i propri collaboratori a realizzare gli obiettivi prima di tutto al di fuori del mondo lavorativo. Un benefattore? Può darsi, ma soprattutto qualcuno che ha avuto una grande intuizione: aiutare i suoi collaboratori ad essere persone soddisfatte della propria vita, così che loro possano riversare quel sentimento anche nel lavoro. Il clima aziendale cambierà completamente. Se sognate di diventare manager di successo è prima di tutto al lato umano e sociale che dovete puntare.

Agricoltura, turismo, moda e alimentare: l’innovazione oggi tocca davvero tutti i settori. Non solo: tocca anche tutti i tipi di lavoratore, dal manager, all’operaio e fino al freelance. Da questa carrellata di professioni c’è da prendere spunto per trovare qualcosa che almeno si avvicini all’ambito dei nostri interessi. Ma c’è soprattutto da imparare una grande lezione: anche quando ci sembra che tutto sia stato ormai inventato, ricordiamoci che per ciascun lavoro ci sono infinite combinazioni e che la creatività è il motore dell’innovazione, ma è soprattutto quel bene invisibile e gratuito che ci fa trovare la strada più adatta a noi. E allora siate curiosi, guardatevi intorno e osservate molto. La creatività non è una cosa che si decide a tavolino: cercate la vostra strada, studiate, mettetevi al lavoro e poi un giorno, di colpo, arriverà l’idea. E capirete che sarà quella giusta.

 


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Pensiero costruttivo, capacità di cogliere l’opportunità e flessibilità
L’innovazione vista con gli occhi dei ragazzi

Il concetto di innovazione può essere letto da diversi punti di vista e se ne possono apprezzare limiti e vantaggi. Di certo nessuna innovazione è possibile senza dei presupposti di base: il pensiero costruttivo, la capacità di cogliere opportunità anche e soprattutto nei momenti di crisi, la flessibilità e la predisposizione al cambiamento. Focalizzandoci sulla situazione attuale e sui mezzi di cui hanno bisogno le scuole, quali sono delle buone strategie che si possono mettere in atto? Un punto di vista spesso inascoltato, quello di alcuni studenti che vivono in prima persona questo periodo di enormi stravolgimenti.
Wise Mind Place ne ha parlato con alcuni ragazzi tra i 16 ai 18 anni.
Questo è quello che hanno raccontato.

Quando innovare significa mettere in atto un cambiamento

Stiamo vivendo un periodo storico nel quale è sempre più indispensabile trovare il sostegno di mezzi e strumenti tecnologici, in tutti i campi o quasi.
E non solo, un periodo nel quale qualsiasi iniziativa, cambio di rotta, nuova idea, può essere utile per un miglioramento delle condizioni dell’intera comunità.
Ogni settore, anche quelli già altamente informatizzati prima dell’inizio della pandemia, sta vivendo le sue difficoltà, perché forse in pochi avevano provato a immaginare un’assenza quasi totale dei contatti umani. La vicinanza fisica è forse uno di quegli elementi difficilmente messo in discussione, e, nonostante la velocità con cui avvengono i cambiamenti, di certo la necessità di distanziarci ci ha trovati impreparati da molti punti di vista.
È necessario tuttavia circoscrivere il discorso, per non correre il rischio di generalizzare e per concentrarci su un elemento: è vero che la situazione è difficile e impegnativa, ma è vero anche che cercare di guardare gli eventi da tante diverse prospettive può darci può darci l’opportunità di sviluppare delle soluzioni più costruttive.

Cosa dicono i ragazzi

Nel preparare il materiale per scrivere questo articolo ci siamo a lungo interrogati su quali potessero essere le soluzioni più innovative e all’avanguardia per la gestione del tema che in questa sede ci è più caro: la scuola e la didattica a distanza. Abbiamo scelto di calarci nei panni di chi vive in prima persona l’esperienza della scuola ai tempi del Covid e la tanto dibattuta didattica a distanza, oggi chiamata “didattica digitale integrata”. E quindi di metterci in ascolto e sentire cosa ne pensano direttamente alcuni studenti che da mesi ormai sono alle prese con questa nuova versione della scuola.
Pensavamo di parlare con degli studenti arrabbiati, stanchi, demotivati e soprattutto critici nei confronti del mondo degli adulti, invece ci siamo trovati di fronte a dei ragazzi che hanno molto da insegnarci non solo in termini di idee, ma anche e soprattutto di atteggiamento. Abbiamo avuto il piacere di parlare con dieci ragazzi con un’età compresa tra i 16 e i 18 anni provenienti da alcune
delle principali città in Italia. E parlando con loro abbiamo capito che il migliore strumento innovativo e all’avanguardia che ci aiuterà a superare le difficoltà del momento c’è già. E non si tratta di un complicatissimo software né di uno strumento di ingegneria applicata che ci porterà in un baleno in un’epoca futura. Ma di un atteggiamento mentale che si chiama semplicemente flessibilità.

Il cambiamento inizia dal nostro atteggiamento

Può essere migliorato il software di proprietà della scuola, certo. Ma è inutile perdere un’intera mattinata il giorno che non funziona bene. Abbiamo altre piattaforme, intanto usiamole, poi vediamo.
(…) C’è il problema dei trasporti che alle 8 del mattino erano troppo pieni, allora ho deciso di andare a scuola alle 7, ma trovavo comunque tanta gente sul mio autobus, così ho pensato che in tanti paesi fuori dall’Italia esistono gli scuolabus, sarebbe bello averli anche qui. (Nora, Roma).
In casa siamo tanti ed è difficile fare lezione mentre i miei genitori lavorano e mio fratello segue le lezioni della sua facoltà. Perché non possiamo seguire qualche lezione online dalle aule di scuola, magari solo chi proviene da famiglie più numerose, o perché no, a turni in piccoli gruppi? (Gabriele, Napoli).
Sono solo alcuni esempi delle tante soluzioni che questi ragazzi metterebbero in pratica se avessero potere decisionale.
Gli strumenti imperfetti che già possediamo possono essere migliorati, è ovvio, come può essere migliorata la formazione di chi non ha molta pratica nel loro uso. Il primo ingrediente di cui abbiamo tutti bisogno oggi per arrivare a domani con qualche livido in meno secondo questi ragazzi è la capacità di trovare sempre nuove soluzioni rispetto agli strumenti che già possediamo.

Problem solving

Quello che, al di là delle strategie proposte, ci ha colpiti particolarmente è la modalità che usano in modo all’apparenza istintivo: avere una proposta risolutiva per qualunque problema. I ragazzi con cui abbiamo avuto il piacere di parlare condividono la fatica del mondo degli adulti, sono consapevoli
degli enormi problemi che sta provocando e provocherà la pandemia, ma hanno uno spirito di sopravvivenza, di sacrificio anche e un atteggiamento che sarà il miglior alleato in un momento tanto difficile.

Non è dare la colpa a qualcosa o qualcuno la modalità più efficace, è rimboccarsi le maniche, essere consapevoli e attenti, seguire le regole, dare una mano dove possibile. (Giacomo, Lecce).

Trovare la strada migliore, perché anche se un po’ dissestata va comunque percorsa, e tra un ostacolo e l’altro non perdere di vista quell’obiettivo che sembra ancora lontano ma che c’è. Tornare in classe senza più paura, anzi, concuna nuova consapevolezza: quella che in fondo cinque ore sui banchi non sono poi tanto male.

La migliore innovazione è prendere coscienza degli strumenti che già abbiamo. Solo da questo può iniziare un vero cambiamento, quello che parte dalle singole persone.

 

Giulia Mundula – Wise Mind Place

 

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Sostenibilità: uno scenario possibile solo grazie all’impegno delle singole persone.

Il punto di vista di alcuni studenti delle scuole superiori sul tema della sostenibilità: investire sul presente per garantirsi un futuro migliore.
Wise Mind Place ne ha discusso con alcuni ragazzi tra i 16 e i 18 anni.

Da pochi giorni nelle scuole si è aggiunta una nuova materia, l’educazione civica. Sono state individuate tre aree tematiche principali: la Costituzione, lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza digitale.
Abbiamo scelto di parlare con alcuni studenti per conoscere il loro punto di vista sia sulla scelta di inserire questa materia nelle scuole, sia focalizzandoci in modo particolare sul secondo tema, quello dello sviluppo sostenibile. Crediamo infatti che materie come questa debbano essere insegnate certo, ricordandoci però come spesso siano gli studenti stessi ad avere molto da insegnare a noi.
Speriamo che l’azione dell’insegnare possa declinarsi in dialogare, ascoltare, comprendere anche il loro punto di vista. E dal nostro piccolo campione sembra proprio di sì.

La sostenibilità secondo… te

Abbiamo posto a 10 adolescenti tra i 16 e i 18 anni la seguente domanda:
Cos’è per te la sostenibilità? Come metti in pratica questo concetto e come credi che i tuoi gruppi di riferimento lo mettano in pratica?
Ci ha colpito molto innanzitutto l’entusiasmo con cui hanno voluto dedicarci il loro tempo. Ci siamo trovati di fronte a ragazze e ragazzi con tante cose da dire e con le idee chiare, sia rispetto ai comportamenti personali sia rispetto a quanto adulti e istituzioni dovrebbero fare riguardo un tema che sembra appassionarli moltissimo. E abbiamo notato un altro elemento tutt’altro che scontato: la prima cosa su cui la maggior parte di loro ha voluto porre l’accento è la dimensione della responsabilità personale. Ancora una volta, come sul tema della didattica a distanza, ci siamo accorti di come le ragazze e i ragazzi intervistati abbiano come primo approccio quello di rimboccarsi le maniche, non aspettare i tempi delle istituzioni. Tramutando quella che spesso è la frustrazione degli adulti in impegno e ottimismo. “Intanto facciamo, non perdiamo altro tempo”. E così abbiamo avuto il piacere di ascoltare come secondo loro si possono raggiungere dei buoni obiettivi con l’impegno personale insieme a tante idee su come farsi ascoltare.

Dal pensiero all’azione

Riportiamo dei punti significativi di tre interviste in particolare.

Ci sono tante cose che si possono fare, iniziative personali e collettive. In questi giorni mi sto appassionando a un progetto di alcuni ragazzi che hanno creato un sito di merchandising di accessori ecologici, come per esempio tazze ecologiche di bambù.
(…) Ogni volta che vedo un bicchiere di plastica mi viene da piangere, se dimentico la bottiglia a casa e sono costretta a comprare una bottiglietta d’acqua poi non ho il coraggio di buttarla, in camera mia sono piena di bottigliette che non voglio buttare più. Troverò un modo per riutilizzarle.
(…) Bisogna fare delle scelte consapevoli, sprecare meno energia, spegnere la luce, non comprare bottiglie d’acqua, usare mascherine lavabili. È quello che possiamo fare nell’immediato. A 16 anni si possono fare scelte consapevoli e farle capire agli altri attraverso l’esempio.
(…) Non sono d’accordo con le persone che dicono che le nostre azioni sono inutili perché siamo in pochi o siamo una goccia nell’oceano, penso che sia una scusa per non metterci tutto l’impegno che serve.
(…) Gli adulti spesso non ci ascoltano è vero, ma abbiamo i nostri mezzi. Sui social siamo più ascoltati, da qui possono nascere iniziative, possiamo usare metodi creativi per far passare le nostre idee. Siamo quelli che meglio di tutti possono farli funzionare e nel modo più costruttivo possibile. (Beatrice, Milano).
Per me il problema del concetto di sostenibilità è che è stato interpretato in modo molto vago quando non lo è affatto.
Innanzitutto, bisogna dire che non c’è alternativa: oggi un approccio sostenibile è necessario e purtroppo molte aziende (e molte persone) sono ancora convinte che la sostenibilità sia un costo, un freno per la crescita e una zavorra per l’innovazione. (…) Un esempio concreto di insostenibilità è la gestione dello smaltimento dei rifiuti in Italia: invece di ridurre il rifiuto a monte ed incentivare e concretamente attuare una raccolta differenziata a livello nazionale, si continua a costruire e riempire discariche e realizzare nuovi inceneritori per rifiuti. (Nora, Roma).
Sono romano ma da qualche mese vivo in Danimarca, osservare il mio paese da lontano mi fa notare ancora più cose.
Qui non c’è nemmeno una vera emergenza Covid, non che non ci sia il virus, ma le persone sembrano viverlo diversamente, in modo più razionale. E sapete come? Semplicemente rispettando le regole. Credo che sia il punto di partenza, altrimenti è impossibile gestire qualsiasi cosa. Qui per esempio la scuola non ha mai chiuso, da quando hanno messo l’obbligo delle mascherine se qualcuno per sbaglio la dimentica viene considerato male dagli altri. Non è da “sfigato” seguire le regole qui.
(…) Se avessi possibilità di decidere io, oltre al rispetto delle regole per vivere in un mondo più sostenibile da mille punti di vista, per prima cosa tasserei ancora di più le sigarette, che fanno male e inquinano. E ovviamente investirei i soldi guadagnati in modo utile. Per esempio qui hanno una gestione dell’immondizia totalmente opposta alla nostra, qui è una ricchezza. La usano per ricavarne energia e addirittura la acquistano da altri, perché è un guadagno. Abbiamo un inceneritore sul quale hanno creato addirittura una pista da sci artificiale, un richiamo turistico, paradossale! (Matteo, Copenaghen)

 

Ci piace concludere così, con il messaggio più importante: quello che con l’impegno, la responsabilità, l’interesse e delle buone idee tante cose sono possibili. Prendendo un po’ di quell’entusiasmo e di quella certezza che hanno queste ragazze e ragazzi sul fatto che le cose possono davvero migliorare. Senza aspettare, perché di tempo non c’è n’è più, ma iniziando da noi, dal piccolo per arrivare al grande.
Perché questo è il modo migliore per cambiare uno degli aspetti più importanti, la mentalità.
E la mentalità si cambia solo attraverso il buon esempio.

 

Giulia Mundula – Wise Mind Place

 

 

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L’importanza della sostenibilità per la generazione Z

 

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