IT’S GREEN – Efficienza energetica

 

Nascono qua i tecnici che coloreranno l’Italia del Green Deal europeo

Più di un quarto degli italiani (26,6%) considera il riscaldamento globale il problema più urgente relativo all’ambiente. Ma i più convinti (34,3%) sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (Rapporto Eurispes 2020). L’81,8% dei giovani si dice inoltre disposto a cambiare le proprie abitudini per diminuire l’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta, mentre l’82% dichiara di essere disponibile a ridurre al minimo gli sprechi, dall’acqua alla luce, dalla plastica al cibo (Osservatorio Giovani). E più di 1 giovane italiano su 3 (38%) ritiene che l’ambiente rappresenti l’emergenza principale subito dopo il lavoro, tanto che nell’ultimo anno ha modificato profondamente i propri comportamenti (Indagine Coldiretti-Ixè). Che le generazioni Millennials e Z abbiano fatto della salvaguardia del pianeta il proprio vessillo lo dicono i numeri e lo confermano i comportamenti. Sono loro i ragazzi dei Fridays for future, i “Greta Thunberg boys and girls”, giovani e giovanissimi che conoscono alla perfezione parole come sostenibilità, economia circolare, green jobs. Ed è proprio a loro che si rivolge una delle 6 aree tecnologiche all’interno delle quali si configura la proposta formativa degli ITS, gli Istituti Tecnici Superiori (https://sistemaits.it): l’area tecnologica IT’S Green – Efficienza energetica. Una galassia che prevede due ambiti, “Approvvigionamento e generazione di energia” e “Processo e impianti a elevata efficienza e a risparmio energetico”. Nel primo caso la figura professionale che esce dal corso biennale è un Tecnico superiore che lavora nell’approvvigionamento dell’energia, in particolare da fonti rinnovabili, e nelle varie fasi di costruzione di impianti per la produzione e la distribuzione dell’energia. Nel secondo filone invece due sono le figure professionali create: si può scegliere di diventare Tecnico superiore per la gestione e la verifica degli impianti energetici oppure Tecnico superiore per il risparmio energetico nell’edilizia sostenibile. Tutte figure professionali le cui competenze avranno un fortissimo impatto sui passi avanti in concreto della sostenibilità ambientale e che saranno in prima linea per incanalare dalla teoria alla pratica, dagli ideali alla concretezza i principi e le convinzioni che portano i giovani a schierarsi in prima linea in tutte le manifestazioni a tutela del verde, del pianeta, del riciclo, della sostenibilità. Si tratta di percorsi biennali post diploma, suddivisi in 4 semestri da 1.800 a 2.000 ore (ma si può arrivare anche a 6 semestri), che prevedono stage in azienda fino al 30% delle ore. Oltre la metà dei docenti sono professionisti del mondo del lavoro in quanto gli ITS rappresentano quel ponte tra formazione e lavoro che in Italia ancora mancava. Gli ITS dedicati all’Energia in Italia sono 17, da Nord a Sud, isole comprese: 1 in Piemonte, 4 in Lombardia, 2 in Veneto, 1 in Toscana, 1 nelle Marche, 1 in Abruzzo, 2 in Campania, 1 in Basilicata, 1 in Calabria, 2 in Sicilia, 1 in Sardegna. Come l’ITS “Energia Piemonte che, attraverso la collaborazione attiva dei 33 partner aderenti alla fondazione, e a seguito di un’analisi dei fabbisogni professionali espressi dal territorio, offre i nuovi corsi di Energy Manager, Energy Plant Manager, Building Manager. Figure emergenti nella Green Economy dove andranno a occuparsi delle fonti energetiche alternative, di edilizia sostenibile, di risparmio energetico, della costruzione e manutenzione di impianti e della riduzione dell’inquinamento. “La Fondazione ITS Energia Piemonte progetta ed eroga percorsi realizzati con le più importanti imprese del settore energetico”, dice Giampiero Monetti, direttore della Fondazione. “In particolare, aziende che operano nel settore dell’efficienza energetica e dell’edilizia sostenibile ricercano figure che abbiano competenze e professionalità specifiche, capaci di aumentare la competitività delle aziende del territorio e di facilitare la diffusione di buone prassi. Dato significativo è che a un anno dal conseguimento del titolo oltre l’80% degli allievi diplomati lavora in un settore coerente”. Un protocollo d’intesa ha unito l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e la Rete nazionale ITS dell’efficienza energetica, che raggruppa le varie fondazioni, accordo che prevede collaborazioni in alcune iniziative, per esempio Italia in classe A, promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e sviluppata da Enea: oltre a ospitare visite didattiche di studenti e docenti presso i propri centri di ricerca, l’Enea provvede a definire nuovi corsi sull’efficientamento energetico del patrimonio culturale italiano. Un continuo work in progress volto a modellare i percorsi formativi degli ITS esattamente sulle esigenze del mercato del lavoro. A riprova del fatto che, come sostiene il presidente di Rete ITS Italy, Alessandro Mele, “una delle caratteristiche più importanti degli Istituti Tecnici Superiori è la loro flessibilità che determina una grande capacità di risposta alle esigenze mutevoli del mercato del lavoro”. E non c’è dubbio che tra i fattori che possono migliorare la competitività del sistema produttivo del Paese il settore energetico abbia un ruolo predominante. E se il Green Deal europeo è una tabella di marcia che mira a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, attraverso la decarbonizzazione e l’impulso alla ricerca e all’utilizzo delle energie rinnovabili, è chiaro quanto i tecnici specializzati in questi campi potranno servire: si parla addirittura di 5 milioni di posti di lavoro in tutta Europa. Gli ITS Area Efficienza energetica sono pronti a fornire professionisti con le competenze necessarie.