IT’S MOTION – Mobilità sostenibile

 

I giovani che stanno scaldando i motori del futuro

 

Tre sono gli ambiti formativi degli ITS che appartengono al settore Mobilità sostenibile: si può scegliere di diventare Tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci oppure Tecnico superiore per la produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture o ancora Tecnico superiore per l’infomobilità e le infrastrutture logistiche. Di che cosa si tratta? All’interno di queste che sono le qualifiche professionali con le quali gli studenti escono al termine dei due anni di corso, c’è tutto un mondo in movimento. Le aree di intervento, e quindi di formazione sono diversificate, anche a seconda dei territori in cui gli ITS sono collocati: si va dalla Meccatronica (in parola povere i robot) all’Aerospazio, dall’Aeronautica (progettazione e manutenzione degli aeromobili) alla Logistica del trasporto aereo o anche portuale; dalla Logistica 4.0 (in particolare riferita alle merci) alla Smart Mobility delle città; dall’Automotive alla mobilità ferroviaria; dalla nautica ai settori marittimi in senso ampio (pesca, turismo del mare, acquacoltura); dai trasporti via mare alle infrastrutture in campo navale e terrestre. Insomma tantissimi ambiti, specifici a seconda delle regioni, che si possono riassumere in una parola: mobilità. Di merci e persone e secondo le regole e le prospettive della sostenibilità. Regole che implicano una riduzione dell’inquinamento atmosferico, l’addio al congestionamento del traffico su strade e autostrade e una riduzione del consumo di suolo che le infrastrutture tradizionali comportano. Gli ITS della mobilità sostenibile in Italia sono 21: 1 in Piemonte, 2 in Liguria, 3 in Lombardia, 3 in Veneto, 1 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Toscana, 1 in Abruzzo, 1 nel Lazio, 1 in Campania, 3 in Puglia, 2 in Calabria, 1 in Sicilia, 1 in Sardegna. E tutti formano tecnici altamente specializzati per operare in ognuno di questi settori che compongono la mobilità. Come, per esempio, l’ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte che, forte dei suoi laboratori dotati di attrezzature e impianti all’avanguardia realizzati con leader tecnologici quali Leonardo, Siemens, Teseo, Schneider, Thales Alenia Space, National Instruments, Fidia, può vantare il 98% di occupazione a fine corso. Per immaginare il bisogno che ci sarà nel prossimo futuro di tecnici specializzati in uno dei tantissimi settori che stanno dentro al concetto di mobilità sostenibile basti pensare che per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica per il 2050, il settore dei trasporti dovrà subire una trasformazione che richiederà una drastica riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (il 90% entro il 2050): questo per terra, per mare, per aria. Secondo il Green Deal europeo, il piano proposto dalla Commissione europea per rendere sostenibile l’economia dell’Ue, entro il 2030 almeno 30 milioni di automobili a emissioni zero circoleranno sulle strade europee, 100 città europee saranno a impatto climatico zero, il traffico ferroviario ad alta velocità raddoppierà in tutta Europa, la mobilità automatizzata sarà diffusa su larga scala e saranno pronte per il mercato navi a zero emissioni; entro il 2035 saranno pronti per il mercato aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni ed entro il 2050 quasi tutte le automobili, i furgoni, gli autobus e i veicoli pesanti nuovi saranno a zero emissioni mentre il traffico merci su rotaia raddoppierà. Sfide che “fanno tremare le vene e i polsi”. Ma non ai ragazzi che usciranno dagli ITS della mobilità ambientale, che avranno le competenze per diventare protagonisti di questo mondo in movimento che cambia.