LETS GO! e la cooperativa “Praticare il futuro”

“Praticare il futuro” è una cooperativa formata solo da donne. Nasce nel Giugno 2011 per educare bambini e famiglie all’economia solidale e sobria, alla responsabilità sociale e ambientale, alla cittadinanza attiva, per sostenere l’economia familiare favorendo gli scambi senza denaro, la reciprocità, la formazione all’autoproduzione e per aiutare genitori a conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari.

Dal 2011 propone il servizio Integrazione Scuola Aperta in Cascina per il ciclo della scuola primaria e secondaria di I grado: percorsi didattici ambientali che si svolgono nella Cascina Cappuccina a Melegnano (MI). La chiusura determinata dal Covid19 ha causato l’annullamento di tutte le prenotazioni delle scuole e delle famiglie. E l’incertezza delle normative sanitarie che regoleranno la fine del 2020 e il 2021 rende difficile l’avvio delle attività. Il fatturato della cooperativa, storicamente, ha una base nelle entrate primaverili ed estive, che permettono di coprire gli stipendi nei mesi di bassa stagione. Perdere questo periodo di ‘alta stagione’ ha determinato una forte crisi di liquidità, mettendo a rischio gli stipendi delle lavoratrici.

Sandra Cangemi è la responsabile della cooperativa: «Dal 2011 a oggi abbiamo gestito molti progetti, lavoriamo con le scuole della zona a partire dal nido fino alle superiori, e facciamo campi estivi e di vacanza. Abbiamo proposto anche corsi per adulti, laboratori per le famiglie, la ludoteca rurale. La sopravvivenza economica della cooperativa non è mai stata facile, abbiamo iniziato a lavorare in parte gratuitamente, e attualmente siamo 4 socie dipendenti part time e una a partita Iva; noi diciamo che siamo “cinque socie e due asini”, perché nella nostra cascina a Melegnano teniamo due asinelli. Siamo una coooperativa vera, nel senso che le strategie e le decisioni le prendiamo sempre insieme. Abbiamo tutte un background di impegno nel sociale e nell’ambiente, io ho lavorato per molti anni come giornalista ma ho sempre fatto volontariato con disabili e nelle periferie.

Quando ci siamo incontrate e abbiamo deciso di fondare la cooperativa abbiamo condiviso il fatto che ci fosse bisogno di questo tipo di educazione all’ambiente, che fosse possibile un’altra economia e un’altra socialità e che volevamo creare in una realtà che praticasse il cambiamento “dal vivo”. Non ci sono mai stati grossi margini di guadagno nel nostro lavoro, ma siamo sempre riuscite ad andare avanti, fino allo scoppio della pandemia. Ci siamo ritrovate con tre mesi di servizi chiusi nel periodo dell’anno in cui lavoriamo di più. Normalmente da marzo a maggio facciamo feste, animazioni, laboratori con le famiglie, avevamo progetti di educazione ambientale con aziende: tutto svanito. Abbiamo cercato di ingegnarci continuando a fare formazione e progettazione e, a giugno, con la parziale riapertura, abbiamo progettato i campi estivi e l’ultimo mese di “agriasilo”.  Ma la perdita di tre mesi di alta stagione per noi significa che il 40% del fatturato è stato perso, e che è vitale avere dei sostegni come quello offerto dal bando LETS GO!.

In autunno, con i dati sanitari che peggiorano, siamo di nuovo nell’incertezza e stiamo cercando di capire come proporre le nostre tematiche, ma la non presenza per noi è un problema perché le attività sono molto pratiche. In più le famiglie hanno perso potere d’acquisto. La nostra speranza è che si possa vivere di più all’aperto, che la vita outdoor possa rappresentare un’opportunità anche nell’ottica di un approccio più etico e responsabile all’ambiente».