Il Progetto Tisma

L’idea progettuale nasce, principalmente, da due considerazioni strettamente connesse: la prima, è quella che i borghi storici italiani, per la loro vocazione culturale e di attrazione, rappresentano un patrimonio di valore inestimabile. Infatti, un’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze e Confesercenti ha evidenziato il fatto che, nel 2017, c’è stato un aumento dei flussi turistici, soprattutto stranieri, verso i borghi storici, che hanno fatto registrare circa 92 milioni di presenze per una spesa complessiva di circa 8,2 miliardi di euro.

La seconda, è che i nostri borghi storici, in molti casi,  sono oggetto di incuria e a rischio abbandono e, conseguentemente, a rischio scomparsa. Questo problema è certamente noto agli organismi preposti alla tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale e nel febbraio 2018 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha stanziato diversi miliardi di euro per i centri storici di diverse città (es: Napoli, Pompei, Palermo, Cosenza, Urbino, Ostia Antica).

Sulla base delle considerazioni sopra esposte, è evidente la necessità di mettere in campo azioni che mirano alla tutela e messa in sicurezza dei borghi storici ai fini di una loro rigenerazione e di un loro sviluppo. Una delle azioni certamente necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo è quella del monitoraggio, che ha lo scopo di individuare le minacce ed i rischi e, se possibile, di indicare le soluzioni per l’eliminazione delle prime e la riduzione dei secondi.

Negli ultimi anni, il problema del monitoraggio di siti particolarmente rilevanti da un punto di vista dei Beni Culturali, al fine della loro preservazione e tutela, ha interessato diverse aree urbane e centri storici di pregio, con particolare riguardo verso quei siti collocati in ambienti estremamente aggressivi o in aree a forte esposizione da rischi naturali e antropici. Gli operatori del settore, però, sono stati chiamati a investigare sullo stato di conservazione degli edifici storici sulla scorta di riferimenti normativi e di procedure standard poco esaustive in quanto la cultura ingegneristica, per impostazione storica, è sempre stata dedicata alla costruzione del nuovo e sono sporadiche le occasioni che richiamano le attività di manutenzione o la verifica di sicurezza dell’esistente, soprattutto se legate ai rischi ambientali del territorio su cui essi si collocano.

Le procedure attivate quindi, hanno risentito della mancanza di riferimenti altamente specializzati. Inoltre, la identificazione dei coefficienti di sicurezza evidenziano anche una grande limitazione, che è quella di essere fortemente ancorati ad un preciso contesto temporale, non offrendo la possibilità di poter essere aggiornati temporalmente, magari acquisendo variabili e parametri meccanici utili al continuo aggiornamento dello stato di conservazione mediante sistemi di monitoraggio residenti aerei o terrestri.

È in questo contesto che si colloca la presente proposta che, attraverso tecnologie di monitoraggio intelligenti e auto-diagnosticanti che utilizzano reti di sensori “smart”, si pone l’obiettivo di mettere a punto una procedura di diagnosi remotizzata e automatizzata con la quale sarà possibile, non solo programmare interventi di manutenzione ordinari e straordinari ma, principalmente, valutare il livello di rischio, per le strutture e infrastrutture, legato a particolari scenari, per esempio, di rischio meteo-idrogeologico ed idraulico e rischio industriale e antropico.

Con la proposta, quindi, si intende fornire un contributo alla soluzione delle problematiche sopra esposte, puntando principalmente a fornire uno strumento utile ad un monitoraggio integrato “all-time, all-weather” dei siti di interesse storico-culturale, includendo non solo la possibilità di avere una gestione automatica dello strumento proposto, ma anche per rendere disponibile una catena APP di “smart early alarm”.

Dunque, la soluzione tecnologica che si intende sviluppare e industrializzare prevede la progettazione e realizzazione di una piattaforma di monitoraggio di centri storici, effettuata mediante rilevazione in continuo di dati e con i dati provenienti dalla costellazione satellitare Copernicus, attraverso l’implementazione di una rete di sensori multi-parametrici, di strumenti modellistici, di strumenti di data-mining e data analysis (Big Data) e di un software autodiagnosticante, il cui scopo è la riduzione dei rischi, derivanti da fattori ambientali, a cui sono soggetti borghi storici ed edifici di elevato pregio artistico e culturale.

Il progetto TISMA è coerente con le traiettorie tecnologiche della RIS3 Campania e rientra nel dominio tecnologico-produttivo “BENI CULTURALI TURISMO EDILIZIA SOSTENIBILE”.

Il progetto risponde alle esigenze di innovazione declinate nei diversi ambiti di intervento e nelle relative traiettorie tecnologiche. L’ambito applicativo in cui la proposta si colloca è quello della sicurezza dei centri storici e dell’edilizia di pregio e, come detto in precedenza, l’output finale del progetto sarà una piattaforma integrata di monitoraggio dei centri storici. Il principale ambito tecnologico della RIS3 Campania entro cui il progetto ricade è, quindi, BE20 “Tecnologie e metodologie per la sostenibilità e la sicurezza di sistemi storici, edilizia di pregio”, perseguendo le traiettorie tecnologiche “Strumenti per l’analisi integrata degli aggregati storici e tecnologie di retrofit strutturale a basso costo” e “Sviluppo di piattaforme di gestione integrata del rischio per tutti i sottosistemi che compongono il sistema urbano basato su approcci di tipo affidabilistico per consentire l’indirizzamento di procedure di intervento e di rapido adattamento del sistema”.

La progettazione e realizzazione della predetta piattaforma sarà resa possibile dalla integrazione di diverse discipline e dall’utilizzo di diverse tecnologie (afferenti, quindi, a diverse traiettorie tecnologiche della RIS3 Campania), che avranno lo scopo di raccogliere ed integrare dati di varia natura riguardanti il sito oggetto di osservazione con lo scopo di estrarre conoscenza e fornire, in ultima analisi, appositi strumenti di supporto alle decisioni per garantire la tutela e la salvaguardia dei beni culturali.

Il partenariato per competenze ed esperienze pregresse è in grado di supportare e gestire il progetto proposto in relazione alla dimensione e complessità dello stesso.