Neetwork, per chi non lavora e non studia

Piaga sociale, economica e generazionale, i Neet, giovani 15-29enni che non studiano e non lavorano sono in Italia oltre 2 milioni, di cui 230.000 solo in Regione Lombardia: il 17% della popolazione della stessa fascia d’età. Per questi ultimi Fondazione Cariplo ha attivato un programma ad hoc per avviarli a un tirocinio e riavviarli a una vita attiva e partecipata

 

Il primo step è stato attivato nel 2016 per sostenere l’attivazione professionale e motivazionale della componente più fragile: i giovani tra 18 e 24 anni in possesso al massimo della licenza media, disoccupati da almeno 3 mesi che non rispondono alle politiche per il lavoro. Parliamo di NEETwork, il progetto di Fondazione Cariplo per i giovani non più impegnati in percorsi di istruzione, non occupati e non in tirocinio, i cosiddetti Neet, dall’acronimo inglese di Not in Education, Employment or Training.

Nel 2020 il progetto prosegue con l’implementazione di nuove strategie. La fase 1 ha registrato l’adesione di oltre 270 organizzazioni arrivando a offrire più di 530 posizioni di tirocinio. Potenziali destinatari sono stati identificati circa 47.000 nominativi di cui, a seguito di verifica da parte di Regione Lombardia, partner dell’iniziativa, 23.000 sono risultati disoccupati e non iscritti a Garanzia Giovani. Nel primo tentativo di contatto verso circa 13.000 giovani, 2.026 hanno manifestato interesse e 230 sono stati avviati in tirocinio.

L’attività di intercettazione e ingaggio si è dimostrata la sfida più complessa, trattandosi di giovani esclusi dal sistema scolastico e dalle politiche del lavoro, che presentano un livello di fragilità considerevole, poco sostenuti dalle famiglie e con percorsi scolastici accidentati. Ragazzi che cambiano idea rapidamente e che quando accedono al mercato del lavoro lo fanno con incarichi frammentari o in nero, ma che se stimolati dimostrano di possedere competenze e capacità nascoste anche a loro stessi, e un buon livello di motivazione. Le fragilità evidenziate rafforzano l’importanza di supportare con un intervento ad hoc questa fascia di giovani ad elevato rischio di marginalità.

La fase 2, approvata nel 2019, consente ad ulteriori 500 Neet di svolgere un tirocinio remunerato di 4-6 mesi. Con potenziamento dell’intercettazione dei giovani online, possibilità di svolgere il tirocinio non solo in ambito non profit ma anche in imprese, e l’attivazione di percorsi pilota di rafforzamento delle soft skills nei territori di Milano, Bergamo e Brescia. È svolta in collaborazione con Fondazione Adecco, Consorzio Mestieri Lombardia e Istituto Toniolo e fa leva sull’impianto di servizi di presa in carico di Garanzia Giovani. Le risorse già a disposizione sono sufficienti per avviare in tirocinio altri 500 giovani.

L’intervento prevede due momenti. Anzitutto l’ingaggio delle organizzazioni non profit lombarde, l’acquisizione delle posizioni di tirocinio e la messa a disposizione degli enti aderenti di incentivi economici e supporti amministrativi. In secondo luogo l’intercettazione dei giovani con i requisiti del progetto, sia tra coloro che hanno presentato il proprio curriculum a un centro per l’impiego o a un’agenzia per il lavoro Adecco, sia tra i giovani rispondenti a una campagna mirata su Facebook o che si candidano sul sito www.neetwork.eu. Segue un primo contatto telefonico per verificare l’interesse verso il progetto, l’incontro con una delle agenzie per il lavoro di NEETwork dove svolgere due colloqui; l’offerta e l’attivazione di un tirocinio retribuito a seguito del miglior abbinamento giovane/organizzazione a cura delle Agenzie per il lavoro.

Gli obiettivi di NEETwork sono ambiziosi e a lungo termine: 1) aumentare i livelli di conoscenza del fenomeno dei Neet; 2) sperimentare nuove forme di contatto dei giovani; 3) aumentare il tasso di attivazione dei Neet. Alleati strategici di NEETwork sono le organizzazioni di terzo settore, per vocazione e attenzione verso la persona ritenute le realtà più adatte ad accogliere giovani vulnerabili nelle proprie strutture, facendo sperimentare loro un’esperienza rimotivazionale e di «educazione al lavoro».

Una sfida ambiziosa se messa in relazione alla crescita del fenomeno Neet, secondo Ocse in espansione soprattutto in Italia (+10% sulla media dei Paesi Ocse) dove, secondo Istat, negli ultimi anni si acuisce nella fascia 25-30 anni. Nel complesso la nebulosa dei Neet si compone di giovani estremamente eterogenei per livello di istruzione, età, atteggiamento verso il mercato del lavoro (attivi e inattivi), background familiare. Una parte importante ha in comune un basso livello di istruzione: il 40% nella classe di età 15-29 anni ha conseguito al massimo la licenza media, quota che sale al 42% nella classe d’età 15-24 anni. Giovani con modeste competenze professionali, scarso supporto di reti familiari e sociali e un generale senso di sfiducia sia nei confronti delle istituzioni sia di future prospettive occupazionali. Giovani che vanno recuperati per il bene di loro stessi e del sistema-Paese, una maggioranza silenziosa che sempre meno si può ignorare.

Sull’argomento Fondazione Cariplo ha realizzato diverse video interviste fra le quali:
Matteo e Andrea
Domenica e Giuseppina
Miriana ed Emanuele

Per approfondimenti fondazionecariplo.it