Università: seguire il cuore o la mente?

Lo so. È una domanda davvero scomoda, di quelle che più continui a farti e meno riesci a risponderti. Magari ti sei e ti stai confrontando con la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi professori e chiunque di cui ti fidi, ma niente. C’è sempre qualcosa che non torna, qualcosa che manca.

Da un lato è assolutamente normale quando si è chiamati a fare una scelta. Si analizzano i pro, i contro, si sentono più campane e, alla fine, sarai comunque tu la persona a cui mancherà un po’ di terra sotto i piedi quando sceglierai in che direzione andare. Dall’altro è proprio la domanda ad esser fatta male. Direi che è un po’ fuori fuoco. E allora sistemiamolo.

Suonerà un po’ strano ma il fuoco di questa domanda non è né il lavoro, né la passione. Il fuoco di questa domanda, di questo momento di dubbio e di scelta, sei tu con le tue risorse, i tuoi valori e i tuoi limiti. Non ho scelto queste 3 parole a caso. Sarà grazie a queste che alla fine dell’articolo avrai degli strumenti, delle domande molto più utili di quella scritta in grande sopra.

 

Le tue risorse 

Credo fortemente che ciascuno di noi abbia delle risorse, delle qualità e dei talenti che quando riconosciuti e coltivati possano portarlo a vivere con serenità e soddisfazione la propria vita, in ogni sua dimensione.

Ci sono volte in cui queste qualità sono lampanti, come quando si eccelle in qualche materia o in qualche attività scolastica e non. Molto più spesso le nostre qualità e i nostri talenti sono un po’ più nascosti nei nostri modi di fare, nelle nostre attitudini, nelle nostre relazioni con gli altri e nella nostra mentalità e può capitare che la scuola non riesca a farli venire fuori.

Quali sono i tuoi talenti e le tue qualità? 

Se trovi difficoltà nel rispondere a questa domanda fai mente locale a qualcosa che ti è sempre venuto naturale far bene, chiedi un feedback alle persone a te care, ripassa mentalmente quegli episodi in cui ti sei calato completamente in un’attività che ti ha gratificato e soddisfatto…e soprattutto sperimenta ciò che ti incuriosisce, ciò che ti attrae. Potrebbe essere la strada giusta.

 

I tuoi valori 

Per vivere in maniera soddisfatta e felice occorre che le tue scelte e le tue azioni quotidiane rispecchino quelli che sono i tuoi valori. O per meglio dire, la tua scala di valori. Se ora ti chiedessi di elencarmeli, l’esperienza mi insegna che avresti qualche difficoltà a rispondermi con precisione e convinzione. E anche questo è totalmente comprensibile. Eppure sapere cosa è più importante per noi, in altre parole, essere consapevole di quali sono i tuoi valori è una preziosissima risorsa.

Ma che cos’è un valore? Un valore può essere un’emozione, una sensazione, una nostra fortissima convinzione, fare qualcosa che dà senso alla nostra vita e ci fa stare in pace con noi stessi. I tuoi valori sono già all’opera, essi ti guidano, come una bussola, anche se non te ne rendi conto.

Cos’è più importante per te? Cosa ti fa sentire pieno/a di soddisfazione e di gratificazione? Cosa ti farebbe sentire realizzato/a, vivo/a e felice? 

Consapevolizzare i propri valori è qualcosa di molto potente. Queste 3 domande possono esser un ottimo modo per cominciare a conoscere questa tua bussola interiore.

La riflessione sui valori è infatti un argomento molto articolato, che porterebbe via ben più di un articolo. Intanto comincia, e io te ne scrivo qui qualcuno per agevolarti nella tua esplorazione personale. Ne elenco solo alcuni, magari i tuoi non rientrano tra questi, che sono solo una traccia. Trovane 5 e scegli tra questi quello più importante di tutti: Amore, Avventura, Realizzazione, Spiritualità, Divertimento, Felicità, Passione, Potere, Successo, Onestà, Orgoglio, Sicurezza, Coraggio, Comodità, Rispetto, Libertà, Essere il migliore, Sincerità, Approvazione, Autonomia, Fiducia, Salute, Dignità, Gratitudine, Fedeltà, Contribuire, Creatività, Integrità, Fama, Generosità.

 

I tuoi limiti 

Viviamo in un’epoca che sembra aver messo il bollino rosso sulla parola limite. Nel pronunciare la parola limite o nel dirci limitati su qualcosa è probabile che oltre alla voce venga anche un po’ di vergogna.

Mentre scrivo tutto il mondo è in pandemia e stiamo sperimentando sulla nostra pelle una serie di limiti e limitazioni che ci stanno mettendo alla prova. E una parte di noi sente che questi limiti sono qualcosa di male, che ci toglie la libertà.

In realtà è esattamente l’opposto. Senza limiti non ci può essere libertà. Sono indispensabili l’uno all’altro. Conoscere i tuoi limiti è un ingrediente fondamentale per compiere una scelta consapevole e che ti porti felicità piuttosto che frustrazione.

I limiti ci aiutano ad individuarci, ad avere una forma, ad abitare in maniera consapevole la realtà e il presente in cui siamo, evitandoci voli pindarici che ci fanno magari sì sognare, ma non ci aiutano a realizzare i nostri reali obiettivi.

Se sogni di diventare un fisico nucleare, ma non sei particolarmente conosciuto per la tua costanza e dedizione allo studio e non sei nemmeno disposto ad impegnarsi in tal senso, ingredienti necessari per realizzare questo sogno, evidentemente non è qualcosa che fa per te. Individuare i propri limiti non è semplice, ma puoi comunque cominciare da queste domande:

A cosa non sei davvero disposto a rinunciare? Cosa senti e credi che non faccia davvero per te? Quali sono i limiti del tuo ambiente? 

Rispettare i propri limiti è aver rispetto per se stessi e per il proprio benessere. Al tempo stesso, sono convinto che attraverso un lavoro di crescita ed evoluzione personale si possono spostare i propri limiti sempre un po’ più in là.

In definitiva, essere consapevole di te stesso/a è fondamentale per la decisione che sei chiamato/a a prendere in questo momento della tua vita. Per farlo puoi cominciare a porti queste domande. Può anche esserti molto utile coinvolgere un amico o un’amica con la quale esplorare insieme i vostri valori, le vostre risorse e i vostri limiti.

Spero davvero che quanto ho scritto possa esserti utile.

Antonio Pignataro

 

ASPIC

A.S.P.I.C. (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità)  nasce nel 1988 dall’impegno e dalla lungimiranza di Edoardo Giusti e Claudia Montanari, i primi a portare il Counseling in Italia.

Oggi ASPIC è un grande gruppo che si occupa di formazione e crescita personale, con quarantaquattro sedi operative su tutto il territorio nazionale.

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