CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI

CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI

I periti industriali sono una categoria professionale di 43 mila iscritti, con 98 collegi sparsi sull’intero territorio nazionale, ricca di specializzazioni differenti. Si tratta di una professione intellettuale riconosciuta in tutta Europa, di grande e consolidata tradizione e oggi in profonda evoluzione.

I cambiamenti di un tessuto produttivo che si è sempre più terziarizzato, l’innovazione tecnica e tecnologia, l’innata propensione all’innovazione, fanno di questa professione una categoria estremamente articolata al proprio interno, dove tecnici dell’ingegneria, informatici, esperti di salute e sicurezza, progettisti e collaudatori di impianti, designer e sviluppatori convivono nello stesso albo, uniti da quell’amalgama di conoscenze teoriche e competenze tecnico applicative, che rendono la professione unica nel suo genere.

Una professione del futuro, se come mostra la vita di tutti i giorni, la tecnologia, le reti, l’innovazione in senso lato entreranno sempre più nel nostro quotidiano, chiedendo un aggiornamento costante del modo di vivere. Dalla domotica al co-working, dalla sicurezza del territorio a alla sostenibilità ambientale, il perito industriale è una professione di frontiera, pronta a tradurre in realtà e concretezza ogni innovazione e stimolo che proviene dal mondo che cambia.

Valutare, progettare e collaudare, sono gli imperativi della professione: un lavoro che parte dallo studio, dall’analisi, e che tramite la progettazione, traduce in soluzioni concrete grandi e piccole idee.

Proprio perché il perito industriale si occupa di questioni che riguardano direttamente la sicurezza, molte delle attività svolte sono disciplinate da una normativa che richiede l’iscrizione all’Albo professionale.

Ma per tenere il passo del mercato e rispettare i principi che arrivano dall’Europa, secondo i quali l’esercizio di una professione intellettuale è subordinato ad un titolo di laurea triennale, il Cnpi ha fortemente spinto, e recentemente ottenuto, dal parlamento una legge che obbliga l’iscrizione all’albo con una laurea triennale. La legge 89/16 in materia di scuola e università ha infatti stabilito l’obbligo di una laurea triennale per accedere all’albo dei periti industriali, prevedendo un periodo transitorio di cinque anni ancora,fino al 2012 per i diplomati. Si tratta di un tassello fondamentale per la categoria che rappresenta però, solo un punto di partenza. L’attuale Cnpi sta lavorando alla costruzione di un corso di laurea triennale professionalizzante che punta ad offrire alle generazioni future un modello diverso di saperi, integrato e flessibile, in grado di proiettarle davvero verso una dimensione europea. Il nuovo percorso potrebbe nello stesso tempo contribuire a una più immediata identificazione del profilo professionale del tecnico di primo livello, oggi resa complessa oltre che dalla varietà degli ambiti di competenza dei professionisti, proprio dall’estrema articolazione dei percorsi di accesso alla professione. Quindi laurea triennale per l’accesso all’albo, con la salvaguardia per chi è già iscritto che resta con le stesse competenze, e percorso professionalizzante, ma non solo. L’attuale consiglio è, infatti, ora impegnato nella riforma dell’ordinamento professionale, puntando a una semplificazione e a un accorpamento delle specializzazioni esistenti, per rendere il futuro albo coerente ancora una volta con i profili professionali presenti anche in Europa.